12 regole di igiene spirituale.

 

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Ogni pensiero pensato fino in fondo ed elevato a livello di coscienza contribuisce a formare la nostra vita.

1. Costruisci. La casa esteriore, prima o poi, è pronta. Chi non costruisce ininterrottamente quella interiore, finisce sepolto dai muri che crollano. Il lavoro non deve essere considerato una servitù, ma un modo per realizzare se stessi.

2. Sii capace di meravigliarti. Dove finisce lo stupore, finisce anche l’amore e la comprensione. Guai a coloro che passano col cuore cieco davanti alla bellezza del mondo e alla meraviglia dell’uomo che costantemente si trasforma.

3. Abbi fiducia. La sfiducia taglia le radici della vita, la fiducia le fortifica. Meglio essere delusi dieci volte che avvicinarsi al prossimo con sospetto. Se nei reciproci rapporti umani la prima cosa è lo stupore, la più alta è la fiducia.

4. Non ti aspettare pigne da un melo e mele da un pino. La grandine dei rimproveri sciupa le mele sul melo e le pigne sul pino. Bisogna rispettare la personalità dell’altro, senza volergli imporre la propria.

5. Prima di legarti a una persona, pensa se sarai capace di sopportare i suoi errori. Con le buone qualità tutti siamo capaci di convivere. Noi dimentichiamo troppo facilmente che l’altro è imperfetto come noi.

6. Prima di separarti da una persona, ricordati dell’ora più felice che hai trascorso con lei. Ci sono momenti di luce che illuminano tutta la vita, oasi che placano la sete delle lunghe peregrinazioni comuni nel deserto. Chi li dimentica, non era degno di averli e non li ritroverà mai più.

7. Concedi al Tu la porzione di solitudine che gli è necessaria. Le separazioni sono necessarie per conservare la vicinanza.

8. Non bisogna esitare e titubare, ma agire e osare.

9. Trascura il corpo piuttosto che lo spirito. L’anima è una realtà più autentica del corpo. Una persona che sia in equilibrio spirituale può superare fino a un certo grado il disagio fisico; ma se l’anima ha perso il suo baricentro, anche l’atleta più forte fallisce.

10. Armarsi per il giorno, confidare per la notte. Inizia e chiudi la giornata con una meditazione. Come pulisci il tuo corpo mattina e sera, allo stesso modo purifica anche la tua anima, affinché non ne emani alcun cattivo odore. Fai attenzione alla dieta dell’anima. Già nelle Upanishads la cattiva lettura era considerata un peccato imperdonabile.

11. Sii sempre consapevole di essere lo strumento di qualcuno che è superiore. Nella gabbia dell’Io si soffoca in fretta. Chi si sottomette volontariamente a Dio, e si pone volontariamente al servizio di una persona buona o di una buona causa, sarà in grado di controllare la propria vita.

12. Vivi come se ogni giorno fosse il primo e l’ultimo. La morte è onnipresente, perciò non privare di una gioia chi se l’aspetta da te, e concedila anche a chi è lontano e non osa aspettarsela da te. Chi sa far crescere la gioia, serve Dio. Controllare la vita è compito nostro, realizzarla è grazia. (Zenta Maurina Raudive)